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Rassegna Stampa

Dopo Trapani l’Associazione Vino e Salute torna in Toscana ed incontra a Trequanda i medici d’Italia

L’Associazione Vino e Salute approda in terra di Sicilia


VINO E SALUTE - Il vino, acqua della vita

L’Associazione Vino e Salute e l’Associazione nazionale Città del Vino hanno stretto un rapporto di collaborazione che porterà ad uno sviluppo di progetti applicati alla ricerca scientifica legata al mondo del vino e ad approfondire gli aspetti salutistici del nettare di Bacco.

Vino e Salute procede così nell’opera di divulgazione intrapresa dal gennaio 2005, quando fu istituita per volontà dell’allora sindaco di Montalcino Massimo Ferretti, prematuramente scomparso.

Risale all’agosto 2006 la firma della convenzione tra le due associazioniche, di fatto,
assegna a Vino e Salute il ruolo di comitato scientifico in seno all’Associazione Città del Vino

.
Entrambe si impegnano, nei rispettivi campi di attività e congiuntamente, a promuovere la cultura del vino, sia da un punto di vista squisitamente scientifico, attraverso studi e ricerche sulle qualità e i benefici derivanti da un corretto consumo dell’alimento-vino, con particolare riferimento ai giovani, sia nelle varie attività di natura istituzionale, organizzando seminari, incontri e convegni.
Il valore della collaborazione sta anche
nel coinvolgimento, a vario livello, delle tre università toscane di Firenze, Pisa e Siena. Il made in Italy lo si difende e lo si promuove anche così, informando sulle proprietà benefiche dei prodotti di eccellenza e sulle loro straordinarie qualità.
Le brevi di città del vino
Università di Siena e Città del Vino unite nella ricerca sui fattori benefici del nettare di Bacco
Importante accordo di convenzione tra l’Università degli Studi di Siena, l’Associazione nazionale Città del Vino e l’Associazione Vino&Salute, per sviluppare ricerca scientifica, didattica e formazione soprattutto rivolta alla giovani generazioni
la firma del Rettore Silvano Focardi, l’Università di Siena ha sottoscritto una convenzione con l’Associazione Nazionale Città del Vino e l’Associazione Vino&Salute, per sviluppare studi, ricerche e programmi didattici per diffondere la cultura del vino e del cibo, in particolare tra i giovani. La convenzione coinvolge, in particolar modo, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, in quanto da tempo sono attive al suo interno ricerche scientifiche per promuovere le conoscenze per un corretto consumo del vino. La convenzione coinvolge l’Associazione Nazionale Città del Vino, che ad oggi associa oltre 550 Comuni italiani a forte vocazione vitivinicola, e l’Associazione Vino&Salute, presieduta dal dott Stefano Ciatti, che dal 2005 riunisce alcuni tra i maggiori ricercatori e medici italiani, tutti uniti dal comune intento di divulgare la cultura del vino e di diffondere la ricerca applicata alle proprietà salutistiche del nettare di Bacco. Le tre istituzioni sono interessate a sviluppare azioni comuni per valorizzare gli effetti benefici di un moderato consumo di vino e anche per superare i molti pregiudizi che ancora oggi sono legati al vino, con l’intento di favorire la prevenzione dagli abusi e di educare i giovani in forma facilmente comprensibe attraverso il supporto di studi scientifici,

divulgando il messaggio importante cheil vino - da sempre alla base della dieta mediterranea - contiene componenti che agiscono favorevolmente sulla salute e che, se consumato moderatamente, hanno effetti positivi sul nostro organismo.

L’Associazione Vino&Salute, nata da una idea dell’ex sindaco di Montalcino Massimo Ferretti, prematuramente scomparso, è oggi divenuta partner scientifico dell’Associazione Città del Vino: “Crediamoafferma il presidente Stefano Ciatti che ci sia bisogno di sviluppare ogni iniziativa che possa essere utile a favorire la conoscenza e la valorizzazione dei gli effetti benefici del vino Alti studi scientifici lo dimostrano”. “Recenti prese di posizione dal taglio decisamente proibizionista afferma Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione nazionale Città del Vino – rischiano di danneggiare il mondo del vino che non è assolutamente responsabile dei fenomeni di alcolismo che, purtroppo, colpiscono alcune fasce deboli della società. Il vino di qualità non è certo al centro delle cause socio economiche che provocano l’alcolismo. Il vino è cultura, storia, tradizione; è frutto del lavoro duro dell’uomo. Oggi rappresenta, assieme all’ambiente e al cibo coniugati alla nostra storia e alla nostra cultura, una tra le principali motivazioni al viaggio in Italia. Il turismo del vino va potenziato e strutturato sempre di più, anche informando i consumatori sugli effetti benefici del vino, educandolo ad un consumo consapevole e moderato”. Intanto Città del Vino e Associazione Vino&Salute stanno già lavorando all’annuale appuntamento di Montalcino che vede al centro dell’evento il tema del rapporto tra vino e salute; il prossimo 20 ottobre la città del Brunello ospiterà una giornata di studi interamente dedicata al rapporto tra vino, benessere e donne, con interventi di caratura internazionale sugli impieghi delle componenti chimiche del vino in ambiti quali la cosmesi, la chirurgia estetica, l’anti invecchiamento, ecc.

L'elenco delle Personalòità Premiate

1987/2007 Per i 20 anni di Città del Vino grande evento in Campidoglio
Cerimonia di premiazione di oltre 60 professionisti della ricerca, dell’informazione,del vino e della politicaL’8 febbraio a Roma
Con una grande cerimonia in Campidoglio giovedì 8 febbraio,
presente anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, le Città del Vino si preparano a un 2007 fitto di celebrazioni per ricordare i 20 anni dell’Associazione Nazionale.

Sala protomoteca del Campidoglio Durante la mattinata saranno presentati un dossier sui cambienti del mondo del vino e sul loro impatto nelle Città del Vino negli ultimi 20 anni; inoltre il nuovo “Manifesto in difesa della vitivinicoltura di qualità”, una sorta di decalogo che riassume i temi, i valori, gli obiettivi, le azioni che contrassegneranno l’attività dell’Associazione per i prossimi anni A seguire la premiazione di ben 68 persone tra ricercatori, giornalisti, produttori, politici e personaggi della cultura che, secondo le motivazioni di Città del Vino, in questi anni si sono distinte nel loro lavoro per la promozione “della qualità agroalimentare, delle eccellenze enogastronomiche, del turismo del vino, e nell’informazione, nella formazione e nella conoscenza”. “Con questo riconoscimento vogliamo festeggiare l’anniversario delle Città del Vinodichiara Valentino Valentini, il presidente dell’Associazione - con coloro che si sono resi protagonisti nei vari settori del successo del vino italiano di qualità, della crescita economica e dell’offerta turistico enogastronomica negli ultimi vent’anni”.

Questo l’elenco delle persone premiate


>> Ex Presidenti Città del Vino >> Pierluigi Piccini (Siena), Tommaso Zanoletti (Alba), Giovanni Romani (Frascati), Luca Bonechi (Castelnuovo Berardenga), Massimo Corrado (Alba), Salvatore Lombardo (Marsala), Paolo Saturnini (Greve in Chianti), Floriano Zambon (Conegliano Veneto). >> Politici >> Ermete Realacci (deputato), Claudio Franci (deputato), Loredana De Petris (deputato), Laura Bianconi (deputato), Gianni Alemanno (deputato), Giuseppe Castiglione (europarlamentare), Maria Pia Garavaglia (vicesindaco Roma), Bruno Manzi (ass Attività Produttive, Provincia di Roma), Susanna Cenni (ass Agricoltura Regione Toscana), Margherita Bozzano (ass Turismo Regione Liguria), Massimo Fiorio (deputato e sindaco Calamandrana, prov Alessandria). >> Studi e Ricerce >> (il riconoscimento va non solo alle singole persone per il loro lavoro, quanto al concetto di interdisciplinarietà: un metodo che ha mosso l'azione dell'Associazione Città del vino nel campo della ricerca e della valorizzazione del territorio; una conoscenza sempre più appropriata; divulgabile, non patrimonio di pochi, ma patrimonio di molti)Giuliana Biagioli (storica), Stefano Ciatti (Ass Vino&Salute), Fabio Taiti (Censis Servizi), Andrea Zifferero (progetto Vinum, Università di Siena). >> Enologi >> Giacomo Tachis, Roberto Cipresso. >> Produttori e cantine >> Natale Braile (Vignaioli del Pollino), Marco Caprai (Arnaldo Caprai), Giuliana Cesari (Umberto Cesari), Marisa Cuomo (Marisa Cuomo), Michele Falvo (Avignonesi), Laura Lamaletto (Il Feuduccio di Santa Maria d’Orni), Cooperativa Placido Rizzotto “Libera Terra”, Chiara Lungarotti (Lungarotti), Angelo Maci (Cantina Due Palme), Mariano Mampieri (Compagnia di Ermes – Produttori di Cesanese, Olevano Romano), Anna Maria Manfredi (Anna Maria Manfredi), Walter Massa (Vigneti Massa), Remo Migli (Podere Campacci), Salvatore Pala (Cantine Pala), Dario Raccaro (Az Agricola Raccaro Dario), Giacomo Rallo (Donnafugata), Gianfranco Soldera (Case Basse). Per rimarcare il ruolo della scuola nella vitivinicoltura saranno premiati anchedue presidi di prestigiosi Istituti enologici:Damiana Tervilli, direttore didattico Ist Agrario Cerletti, di Conegliano (Tv) eCarlo Centani, direttore didattico Ist Agrario Sereni, di Roma. >> Giornalisti >> (per aver contribuito a trasformare il modo di comunicare l'agroalimentare, il vino e i prodotti tipici da elemento marginale dell'informazione a strumento di conoscenza e di valorizzazione delle tante diversità italiane)Giorgio Bertoni (Italia Oggi), Stefano Bonilli (Gambero Rosso), Giorgio Dell’Orefice (Agrisole – Il Sole24 Ore), Claudio Fabbro (Presidente Comitato Vinum Loci), Paola Iadeluca (Repubblica), Licia Granello (Repubblica), Paolo Marchi (Il Giornale), Alessandro Maurilli (Gr1 Agricoltura), Paolo Massobrio (Club Papillon, Il Tempo e La Stampa), Antonio Paolini (Il Messaggero), Davide Paolini (Sole24 Ore), Federico Piana (Radio Vaticana), Luciano Pignataro (Il Mattino), Roberto Rabachino (Presidente Ass Stampa Agroalimentare), Alessandro Regoli (Winenews), Guido Stecchi (Accademia 5 T), James Suckling (Wine Spectator), Fabio Turchetti (Il Messaggero) Infine per la stampa, Domenico Campana (responsabile della redazione network dell’Ansa) per il lavoro svolto dai redattori dei notiziari Ansa Agroalimentare e Agroalimentare Lazio. >> Giornalisti televisivi >> Osvaldo Bevilacqua (Sereno Variabile), Stefano Girotti (vicedirettore Rai Sat Gambero Rosso - Terre d’Italia dossier) e l’autore Rai Eppe Argentino Mileto, Marcello Masi (Tg2 Eat Parade), Bruno Pizzul (Sky), Franco Poggianti (direttore Tg3 Agri) per il lavoro svolto dall’intera redazione del Tg3 Agri 3, Anna Scafuri (Tg1 economia – Terra & Sapori). >> Giornalisti premiati nelle sedi regionali >> A seguire nel fine settimana del 10 e 11 febbraio in ogni regione italianasono in programma eventi, degustazioni, convegni e celebrazioni del ventennale di Città del Vino, secondo un programma definito dai coordinamenti regionali dell’Associazione. Antonio Boco (Gambero Rosso) a Perugia il 10 febbraio; Morello Pecchioli (l’Arena) a Padova il 10 febbraio; Luca Zanini (Corriere della Sera) a Frascati (Roma) il 10 febbraio; Paolo Di Giannantonio (Rai3 Abruzzo) l’11 febbraio a Chieti; il giorno 10 a Riomaggiore (La Spezia) le giornaliste Gabriella Molli (Il Secolo XIX, redazione La Spezia), Donatella Bianchi (Rai, Linea Blu), Cristina Bertucci (addetto stampa Camera di Commercio di La Spezia). Infine a Sergio Miravalle (La Stampa) a Castagnole Monferrato (At) l’11 febbraio, un giornalista che ha seguito fin dalle primissime battute lo scandalo del vino al metanolo, per i suoi articoli di cronaca e la grande opera di divulgazione fatta in questi anni attraverso le pagine del quotidiano La Stampa.


I premi
Ai premiati sarà consegnato un attestato di riconoscimento dell’Associazione Nazionale Città del Vino e un prezioso oggetto di design:

un calice in cristallo soffiato realizzato dalla ditta artigiana Vilca, di Colle Val d’Elsa (Siena), Città del Vino e Città del Cristallo (www.vilca.it);
uno speciale cavatappi Lever Classic con tagliacapsula (LM-200) personalizzato, della Screwpull, il più prestigioso marchio del settore al mondo Un cavatappi a leva, unico e originale, di design moderno ed ergonomico, dalla forma arcuata delle impugnature e della leva. La Screwpull diventa partner per il 2007 della IV edizione della Wine Tour Cup, il torneo di golf di Città del Vino (www.screwpull.com)

Agli ex 8 Presidenti delle Città del Vino un ricoscimento speciale: una spilla in oro con il logo dell’Associazione.

Il paradosso del salame

Le numerose contraddizioni esistenti tra la volontà di promuovere il vino e i suoi effetti salutistici e le politiche socio sanitarie. Il pericolo di dover etichettare i vini con impressa la scritta “nuoce gravemente alla salute”. Importanti novità scientifiche dal convegno dell’Associazione Vino e Salute di Montalcino.

di Paolo Corbini da Terre del Vino, dicembre 2006 Il vino fa buon sangue. Avevano ragione i nostri nonni, perché ormai si è dimostrato ampiamente che un consumo moderato di vino aiuta la circolazione sanguigna e il nostro cuore. Ma nonostante questo dato sia ormai più che dimostrato scientificamente, il vino viene considerato nelle pratiche socio sanitarie delle istituzioni più un problema che non una risorsa. Lo dimostrano una serie di paradossi emersi nel corso del terzo appuntamento “Vino e salute da bere” che il 13 e 14 ottobre ha riunito a Montalcino alcuni del massimi ricercatori ed esperti che da anni sono impegnati nello studio degli effetti benefici del consumo moderato di vino sulla salute umana, sotto gli aspetti più molteplici, dalla ormai nota circolazione sanguigna alla prevenzione tumorale, dalle proprietà anti invecchiamento alle benefiche ricadute sulla medicina e la chirurgia estetica. Insomma, il paradosso francese, quello che dimostrava che i nostri cugini d’Oltralpe, pur mangiando molti grassi continuavano a campare allegramente, o comunque a non morire troppo per cause legate alle malattie cardiovascolari, alla fine è servito a dimostrare che le sostanze disciolte nel vino, polifenoli e resveratrolo in primis, hanno effetti benefici per la circolazione sanguigna. E allora? Ecco un altro paradosso, che proviene anch’esso dalla Francia, ma questa volta per nulla tranquillizzante. Lo annuncia il prof. Alberto Bertelli, vice presidente della Commissione sicurezza e salute dell’OIV, l’Organizzazione internazionale della vite e del vino, istituto consulente della Commissione Europea in materie vitivinicole. “Ebbene – afferma Bertelli con un certo piglio preoccupato – dal prossimo anno in Francia sulle etichette di vino si dovranno stampigliare, accanto alla gradazione alcolica, anche la dicitura che il vino nuoce alle donne in stato di gravidanza; dovrà comparire un disegno che mostra la sagoma di una donna incinta messa in evidenza dalla classica cerchiatura rossa del divieto. Sono molto preoccupato, perché rappresenta un passo indietro dal punto di vista medico. Questa tendenza proibizionista veicolata dal ministero della salute francese stride fortemente con la tradizione della ricerca scientifica. Per un paese mediterraneo, dove è così forte la cultura del vino, è una scelta assai sorprendente. È evidente che è sconsigliabile far bere vino ad una gestante, ma questo fa parte del buon senso e dei consigli che il medico di famiglia o il ginecologo è tenuto a dare. Del resto sono anche molti altri gli alimenti sconsigliati durante una gravidanza. Ad esempio anche il salame. Ma allora che facciamo, obblighiamo i salumifici a porre un’analoga figura di allarme su tutti i salumi? Nonostante queste assurdità, il mondo scientifico continua a valutare con estremo interesse il rapporto tra il vino e la salute, tanto che l'11 novembre alla conferenza dell'American Heart Association, il più grande congresso cardiologico del mondo, una sessione specifica è stata dedicata proprio al paradosso francese. In Italia, purtroppo, la ricerca è snobbata dalle istituzioni, mancano i finanziamenti e, altro paradosso, i nostri gruppi di ricerca dell'Università di Pisa studiano certi aspetti salutistici del vino per conto di Germania e Austria". Anche Andrea Genazzani, ordinario di ostetricia e ginecologia dell’università di Pisa, commenta in modo negativo la notizia annunciata da Bertelli. “Astenersi dal consumo di alcuni cibi durante la gravidanza, esempio i frutti di mare, alcuni insaccati, è cosa saggia; per il vino è un allarme ingiustificato. In Italia, poi, la patologia da alcolismo in gravidanza ha l’incidenza più bassa che nel resto d’Europa”. Altro paradosso: il consumo di vino dealcolizzato non produce particolari effetti benefici. Anzi… Piero Dolara, ordinario di farmacologia presso l’università di Firenze, nel presentare uno studio su polifenoli e etanolo, ha potuto constatare che il vino dealcolizzato (“Non è poi così cattivo, ma per carità, non lo cambierei mai con un buon bicchiere di vino… normale!”) favorisce solo una migliore viscosità delle vene, quindi della circolazione sanguigna, mentre non risulta incidere sui livelli del colesterolo. La sperimentazione è stata effettuata su un campione di donne in menopausa che hanno bevuto, durante i pasti, dosi moderate di vino dealcolizzato; il campione è stato monitorato costantemente, e i risultati ottenuti hanno sostanzialmente dimostrato che gli effetti benefici del vino sono anche il frutto della combinazione delle sostanze “buone” con le componenti alcoliche: da qui la solita raccomandazione, bere poco ma bere bene. Questo paradosso se ne porta dietro un altro, come conferma lo stesso Dolara: “Per effettuare questo studio – dice con tono un po’ sconsolato – ho dovuto richiedere un finanziamento non per una ricerca sul vino, bensì per una ricerca contro l’alcol, dovendo in qualche modo assecondare le ossessive tendenze proibizioniste che imperano a livello istituzionale”. Ultimo (si fa per dire) paradosso: sono i ricercatori, i medici e gli scienziati i più forti sostenitori del vino e delle sue benefiche proprietà, sempre vincolati dalla regola ferrea del consumo moderato, s’intende, ma anche consapevoli del forte portato culturale che esso rappresenta e quindi anche dell’importanza sociale oltre che economica, che riveste. Insomma sono tra i primi promotori del territorio, mentre potrebbero limitarsi a presentare in modo… asettico i risultati delle loro ricerche, demandando poi alla politica il compito di valutarle e di utilizzarle per la promozione del vino; invece sembra che sia proprio la politica l’anello debole, perché non aiuta e non sostiene a sufficienza la ricerca in questo campo, e non solo. A livello europeo, poi, le forti pressioni che stanno esercitando le grandi industri della birra, tanto per fare un esempio, riescono a condizionare proprio le politiche comunitarie sul fronte della promozione del vino e delle leggi che ne regolano la commercializzazione. Anche la vicenda trucioli è apparsa all’appuntamento di Montalcino, con una ricca relazione di Alois Jungbauer docente di biochimica nucleare dell’università di Vienna. Che non ha nascosto le sue preoccupazioni sull’impiego dei trucioli e sulle potenziali sostanze che potrebbero rilasciare se non effettuati costanti e seri controlli sulla materia prima. La ricerca, dicevamo. Eppure, nonostante il tema dei pochi finanziamenti sia sempre all’ordine del giorno, dal dibattito (sono intervenuti, tra gli altri, anche Silvano Focardi, rettore dell’Università di Siena) è emersa una semplice verità: potrebbero bastare anche pochi fondi, ma ben spesi in ricerche mirate, per ottenere importanti risultati. Come sta facendo l’Associazione Vino e Salute che proprio in questi giorni ha dato avvio ad una ricerca sugli effetti anti infiammatori delle sostanze contenute in certi vini da vitigni autoctoni, che è stata finanziata sia da alcuni Comuni Città del Vino sia da imprese vitivinicole degli stessi territori coinvolti, per un contributo minimo sufficiente ad avviare il lavoro, i cui risultati saranno noti solo tra alcuni mesi. Intanto anche sul vino bianco qualcosa si sta muovendo, come preannuncia lo stesso prof. Alberto Berteli che ricorda che in alcune uve a bacca bianca è stata riscontrata la presenza delle stesse sostanze benefiche presenti nell’olio extra vergine di oliva; il campo è ancora tutto da approfondire, ma le sorprese in questa direzione non mancheranno e serviranno anche a rivalutare il ruolo salutistico del vino bianco, fino ad oggi sostanzialemte battuto dalle più note proprietà del vino rosso. Il convegno di Montalcino è stata anche l’occasione per ricordare Massimo Ferretti, il sindaco della città del Brunello prematuramente scomparso lo scorso mese di aprile. A suo nome è stato presentato un premio che l’Associazione “Vino e salute” – in collaborazione con l’Associazione nazionale Città del Vino – assegnerà ad una ricerca scientifica in ambito enologico.
Il ruolo dei polifenoli e le nuove frontiere della vinoterapia
di Stefano Ciatti, presidente Associazione Vino e Salute. da Terre del Vino, Ottobre 2006. I moderni studi sul vino si possono far risalire al 1854, anno nel quale il prof. Mulder dell’Università di Utrecht (Olanda), pubblica il libro “La chimica del vino”, dove vengono identificati i principali sali, acidi e sostanze minerali in esso disciolti. Con l’avvento della cromatografia, poi, si è focalizzato il ruolo delle antocianine e si è aperto un nuovo fronte nel rapporto tra vino e salute: quello che porta allo studio dei polifenoli, un vasto gruppo di composti chimici molto reattivi presenti soprattutto nei vini rossi, ed il cui principale esponente è il resveratrolo che presenta poteri non solo cardioprotettivi e vasodilatatori, ma anche antinfiammatori e antitumorali. Sono infatti ormai numerose le pubblicazioni su prestigiose riviste internazionali /Nature, Annali of New York Academy of Sciente, Circulation, Journal of Nutrition) che riportano sia dimostrazioni epidemiologiche sia sperimentali a favore del vino, come agente preventivo e protettivo, se usato in modiche quantità, per le malattie cardiache coronariche e vascolari periferiche. I meccanismi ipotizzati e dimostrati sono numerosi ed indagano principalmente sull’effetto antiossidante dei vari polifenoli che riducono il danno ossidativo nelle cellule e sulle lipoproteine plasmatiche, producendo un aumento del colesterolo cosiddetto “buono” (HDL) e anche sul sistema coagulativo attraverso un generale effetto antitrombotico, principalmente basato sulla riduzione dell’aggregazione piastrinica. Questi meccanismi benefici sono la spiegazione del così detto “paradosso francese”, e cioè della minore mortalità cardiovascolare in Francia rispetto all’Inghilterra, nonostante l’elevato consumo di grassi saturi: il vino rosso sembra proteggere le arterie. Una ricca letteratura documenta anche l’attività antitumorale dei polifenoli del vino in sistemi sperimentali, quali linee cellulari tumorali “in vitro” (carcinoma della mammella, dell’intestino e della prostata) o modelli di tumore nei roditori. I meccanismi che stanno alla base dell’attività antitumorale o chemioprotettiva di lesioni neoplastiche sono diversi e vanno dall’aumento dell’apoptosi nei tumori (morte cellulare programmata), all’inibizione della sintesi degli acidi nucleici, della modulazione della via di traduzione del segnale di crescita nelle cellule (per alterata espressione di enzimi “chiave” come le ciclo-ossigenasi o le protein-chinasi) alla inibizione dell’angiogenesi e, cioè, della vascolarizzazione tumorale. Una pubblicazione di un gruppo di ricercatori statunitensi della bostoniana Harvard Medical School sul numero di agosto del 2003 di Nature, documenta inoltre come il resveratrolo possa aumentare la sopravvivenza e l’attività di alcune proteine “chiave” per la vita delle cellule, le sirtuine. Qusto ha fatto prospettare agli autori una vera e propria “antinvecchiamento” del vino che dovrà essere documentata nei modelli animali e poi sull’uomo. Ma nel rapporto vino-salute non ultimo è un interessante filone di ricerca che riguarda benessere e bellezza. Ricordando come la regina d’Egitto, Cleopatra, avesse l’abitudine di farsi levigare la pelle con una crema a base di mosto di vino e polvere di alabastro, la ricerca ha individuato nei polifenoli contenuti dell’uva un potenziale prezioso alleato della salute e della bellezza della pelle. Sono così comparse sul mercato linee di prodotti di bellezza che, grazie ai polifenoli, proteggono da tutti i radicali liberi i quali aggrediscono le cellule della pelle, ossidandola e causando di conseguenza rughe e macchie scure. Accanto a questi prodotti, è poi recentemente nata la vinoterapia, effettuata sotto forma di fanghi per il viso e per il corpo, di bagni, di idromassaggi, di “peeling” (azione esfoliante effettuata con creme composte da vinaccioli e bucce). Forse aveva veramente ragione Arnaldo di Villanova che in un saggio scritto attorno al 1300 intitolato “Il mantenimento della giovinezza e il ritardo dell’invecchiamento”, si diceva convinto che “dal vino possa prima o poi essere ottenuta l’acqua della vita”. Bibliografia Caderni G., De Filippo C., Dolora P., e coll. Effects of black tea and wine extracts on intestinal carcinogenesis induced by axoxymethan in F344 rats. Carcinogenesis 2000; 21: 1965-1969. Corder R., Douthwaite JA., Lees DM., e coll. Health: endothelin-1 synthesis reduced by red wine. Nature 2001; 414:863-864. De Gaetano G., De Curtis A., Di Castelnuovo A., Donati Mb., Iacovello L., Rotondo S. Antithrombotic effect of polyphenols in experimental models. Annal of New York Academy of Sciente 2002. Howitz K., Bitterman KJ., Cohen HY., e coll. Small molecule activaors of sirtuins extend Saccharomyces cerevisiae lifespan. 2003 Nature. Ludovici M. Guglielmi F., Dolora P., e coll. Antioxidant and radical seavenging properties of polyphenolic exstracts from red wine. European Journal of Nutrition 2001. Soleas GJ., Grass L., Josephy PD., Goldberge DM., Diamandis EP., A comparison of the anticarcinogenic properties of four red wine polyphenols. Clinical Biochemestry 2002. Urini F., Sevavian A. Wine polyphenols and optimal nutrition. Annali of New York Academy of Scienze 2002. Wallerath T., Decheret G., Ternes T., e coll. Resveratrol, a polyphenolic phytoalexin present in red wine, enhances expression and activity of endothelial nitric oxide synthase. Circulation 2002.
Il gusto del Vino? Nascosto nei geni
di Paolo Corbini daTerre del Vino, Ottobre 2006 Il gusto è una questione di geni. Non tutti percepiamo di un prodotto o di una pietanza lo stesso sapore. Così anche per il vino: quel sentore così pronunciato non per tutti può sembrare vaniglia o frutti di bosco a bacca rossa… Lo dicono i nostri geni, responsabili non solo di farci più o meno belli, più o meno intelligenti, alti o bassi, con gli occhi azzurri o i capelli castani, ma anche capaci di stabilire se dobbiamo corrucciare l’espressione del volto quando sentiamo sapori aspri o acidi, o se invece di lasciamo andare a languide moine quando assaporiamo qualcosa di dolce e piacevole, magari un buon vino passito di gran classe. Se così è, come dimostrerà il prossimo convegno su Vino e Salute che si terrà a Montalcino il 13 e 14 ottobre 2006, al Teatro degli Astrusi, sarà interessante discutere anche sul valore estremamente soggettivo dei giudizi che appaiono sulle guide dei vini. Ma questo è un alto discorso ancora. Intanto l’Associazione “Vino e Salute” procede spedita nell’opera di divulgazione intrapresa dal gennaio 2005, quando fu istituita per volontà dell’allora sindaco di Montalcino Massimo Ferretti, recentemente e immaturamente scomparso. Ancora ampio è il vuoto che ha lasciato a Montalcino e tra i tanti amici che lo conoscevano e ne apprezzavano le doti umane e “professionali” di Sindaco, primi fra tutti gli altri sindaci dell’Associazione nazionale Città del Vino che hanno avuto modo di conoscerlo personalmente e nella quale ha sempre svolto un ruolo di rilievo. “È vero – afferma Stefano Ciatti, medico e presidente dell’Associazione Vino e Salute, nonché grande amico di Ferretti – la nostra attività procede anche in suo nome, e fortunatamente abbiamo trovato nelle Città del Vino la collaborazione ideale per proseguire la nostra attività”. Infatti risale ai primi giorni di agosto la firma della convenzione tra le due associazioni che, di fatto, assegna a “Vino e Salute” il ruolo di comitato scientifico in seno all’Associazione Città del Vino; entrambe si impegnano, nei rispettivi campi di attività e congiuntamente, a promuovere la cultura del vino, sia da un punto di vista squisitamente scientifico, attraverso studi e ricerche sulle qualità e i benefici derivanti da un corretto consumo dell’alimento-vino, con particolare riferimento ai giovani, e sia nelle varie attività di natura istituzionale, organizzando seminari, incontri, convegni. “Tra l’altro – ricorda Ciatti – le tre università toscane di Firenze, Pisa e Siena sono nostri interlocutori; molte delle nostre iniziative, infatti, vedono protagonisti ricercatori e docenti degli atenei toscani. Inoltre stiamo per raggiungere un accordo con l’Università di Siena per realizzare master, ricerche e formazione non solo in funzione del rapporto tra vino e salute, ma anche tra olio e salute, dieta mediterranea e benessere, alimentazione e qualità della vita”. Al convegno di Montalcino non si parlerà solo di genetica del gusto; uno spazio importante sarà dedicato alle donne, ai problemi legati alla menopausa e si dimostrerà come alcune sostanze contenute nel vino possano aiutare le donne ad affrontare questa particolare fase della loro vita; inoltre si parlerà anche di come certe sostanze possano aiutare nella difficile lotta ai tumori. “I partecipanti alle sessioni sono di altissimo profilo – aggiunge Ciatti – pertanto l’appuntamento di preannuncia ricco di spunti scientifici, ma anche come momento più ampio di riflessione sul vino, sulla sua importanza in una dieta, quella che ci hanno tramandato i nostri avi – al centro di un sempre più vasto interesse”. Il made in Italy lo si difende e lo si promuove anche così, informando sulle proprietà benefiche dei nostri prodotti di eccellenza e sulle loro straordinarie qualità. “Abbiamo individuato nell’Associazione Vino e Salute – afferma Floriano Zambon presidente delle Città del Vino – il compagno di viaggio ideale per promuovere il vino sotto l’aspetto salutistico. Ce n’è sempre bisogno, visto che ogni tanto si ripropone all’opinione pubblica il tema della dipendenza dall’alcol, problema sociale di grande portata, riferendosi avventatamente al vino quando invece è noto che la piaga dell’alcolismo non dipende certo dal consumo del vino in sé, ma dal distorto abuso che spesso si fa dei superalcolici. Il nostro compito è di sollecitare tutte quelle forme di informazione ed educazione che possano fare di ogni persona un consumatore attento e consapevole”.
Vino e salute uniscono Università di Siena e Città del Vino 29/1/2007
Importante accordo di convenzione tra l’Università degli Studi di Siena, l’Associazione nazionale Città del Vino e l’Associazione Vino&Salute, per sviluppare ricerca scientifica, didattica e formazione soprattutto rivolta alla giovani generazioni. Con la firma del Rettore Silvano Focardi, l’Università di Siena ha sottoscritto una convenzione con l’Associazione Nazionale Città del Vino e l’Associazione Vino&Salute, per sviluppare studi, ricerche e programmi didattici per diffondere la cultura del vino e del cibo, in particolare tra i giovani. La convenzione coinvolge, in particolar modo, il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, in quanto da tempo sono attive al suo interno ricerche scientifiche per promuovere le conoscenze per un corretto consumo del vino. La convenzione coinvolge l’Associazione Nazionale Città del Vino, che ad oggi associa oltre 550 Comuni italiani a forte vocazione vitivinicola, e l’Associazione Vino&Salute, presieduta dal dott. Stefano Ciatti, che dal 2005 riunisce alcuni tra i maggiori ricercatori e medici italiani, tutti uniti dal comune intento di divulgare la cultura del vino e di diffondere la ricerca applicata alle proprietà salutistiche del nettare di Bacco. Le tre istituzioni sono interessate a sviluppare azioni comuni per valorizzare gli effetti benefici di un moderato consumo di vino e anche per superare i molti pregiudizi che ancora oggi sono legati al vino, con l’intento di favorire la prevenzione dagli abusi e di educare i giovani, divulgando, in forma facilmente comprensibe attraverso il supporto di studi scientifici, il messaggio importante che il vino - da sempre alla base della dieta mediterranea - contiene componenti che agiscono favorevolmente sulla salute e che, se consumato moderatamente, hanno effetti positivi sul nostro organismo. L’Associazione Vino&Salute, nata da una idea dell’ex sindaco di Montalcino Massimo Ferretti, prematuramente scomparso, è oggi divenuta partner scientifico dell’Associazione Città del Vino: “Crediamo – afferma il presidente Stefano Ciatti – che ci sia bisogno di sviluppare ogni iniziativa che possa essere utile a favorire la conoscenza e la valorizzazione dei gli effetti benefici del vino. Alti studi scientifici lo dimostrano”. “Recenti prese di posizione dal taglio decisamente proibizionista – afferma Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione nazionale Città del Vino – rischiano di danneggiare il mondo del vino che non è assolutamente responsabile dei fenomeni di alcolismo che, purtroppo, colpiscono alcune fasce deboli della società. Il vino di qualità non è certo al centro delle cause socio economiche che provocano l’alcolismo. Il vino è cultura, storia, tradizione; è frutto del lavoro duro dell’uomo. Oggi rappresenta, assieme all’ambiente e al cibo coniugati alla nostra storia e alla nostra cultura, una tra le principali motivazioni al viaggio in Italia. Il turismo del vino va potenziato e strutturato sempre di più, anche informando i consumatori sugli effetti benefici del vino, educandolo ad un consumo consapevole e moderato”. Intanto Città del Vino e Associazione Vino&Salute stanno già lavorando all’annuale appuntamento di Montalcino che vede al centro dell’evento il tema del rapporto tra vino e salute; il prossimo 20 ottobre la città del Brunello ospiterà una giornata di studi interamente dedicata al rapporto tra vino, benessere e donne, con interventi di caratura internazionale sugli impieghi delle componenti chimiche del vino in ambiti quali la cosmesi, la chirurgia estetica, l’anti invecchiamento, ecc.

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