Vino&Salute


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6 convegno

In Vino Salus
di Massimo Bindi

Si è tenuto venerdì 30 e sabato 31 ottobre, a Montalcino nello scenario del Teatro degli Astrusi, il 6° convegno nazionale dell’Associazione Vino e Salute. L’iniziativa, organizzata di concerto con il Comune di Montalcino e il Consorzio del Vino Brunello ha affrontato temi scottanti per il mondo della viticoltura e di impellente attualità quali il rapporto fra il bere vino e i suoi effetti sul corpo umano. L’Associazione, nata nel 2005, con lo scopo di essere il punto di riferimento della ricerca scientifica sugli effetti benefici del vino vuole stimolare e promuovere, soprattutto nelle nuove generazioni, un consumo consapevole del nettare di bacco. Nel corso degli anni attraverso importanti studi l’Associazione Vino e Salute, presieduta dal Dott. Stefano Ciatti e con sede operativa in Montalcino, ha dimostrato stretti legami fra l’assunzione moderata e giornaliera di vino e alcuni effetti benefici sul corpo umano. Senza andare a rispolverare il French Paradox che già negli anni ottanta aveva collegato la minore mortalità cardiovascolare in Francia rispetto al resto d’Europa, nonostante l’elevato consumo di grassi saturi, al consumo di vino rosso, sono innumerevoli, nel recente periodo, gli studi scientifici che mettono in relazione un’assunzione moderata di vino con il miglioramento della vita. Molti lavori, negli ultimi anni, hanno dimostrato che i polifenoli contenuti nel vino hanno, quali potenti antiossidanti, la proprietà di aumentare il colesterolo buono (HDL) riducendo il danno ossidativo delle cellule, l’aggregazione piastrinica, la vascolarizzazione tumorale. Inoltre aumenterebbero la sopravvivenza e l’attività di alcune cellule, le sirtuine, prevenendo così l’invecchiamento cellulare e cutaneo. L’ associazione ha presentato nel corso degli anni lavori sull’attività del resveretrolo sugli ormoni femminili, sul rapporto tra vino e tumori, sugli effetti benefici del vino sul sistema gastroenterico.

Il Resveratrolo combatte i problemi gastrici

Una ricerca, sostenuta dalle Città del Vino di concerto con l’Associazione Vino e Salute e svolta dal Dipartimento Scienze Ambientali dell’Università di Siena, ha dimostrato come il resveratrolo contenuto nel vino rosso abbia un’azione protettiva sulla mucosa gastrica.
Il consumo moderato di vino rosso secondo la ricerca che si è concentrata su 13 vini provenienti da numerose regioni d’Italia ha dimostrato che tutti i
vini analizzati sono attivi contro l’Helicobacter Pylori, principale patogeno della mucosa gastrica. Batterio che provoca ulcere e che può essere fattore di rischio di linfoma e carcinoma gastrico. Inoltre anche la presenza di radicali liberi nella mucosa, responsabili di diverse patologie infiammatorie, risulta combattuta da tutti vini analizzati. I vini siciliani si sono dimostrati i più efficaci. Mai esagerare, se si superano i 350 millilitri di vino a pasto si ha l’effetto inverso: l’etanolo agisce negativamente sullo stomaco causando danni.





Stessa tesi sostenuta da Nicola De Bortoli, gastroenterolgo dell’Università di Pisa, componente di vino e salute, che oltre a ribadire la precedente ricerca sull’
Helicobacter pilori, ha dimostrato, attraverso un confronto tra assunzione di vino e birra, alcune interessanti novità.
Lo scopo del lavoro era quello di valutare l’effetto, di una dose minima di 90-110ml di vino rosso (rosso di Montalcino) assunto con l’alimentazione durante il pasto e confrontarlo con una dose di 140-160 ml di birra da consumarsi sempre durante il pasto.
Oltre alla conferma delle proprietà di ridurre il rischio di ulcera peptica, è stato attestato, sulla base dei dati di un campione di 43 soggetti volontari che lamentavano problemi gastrici, che il vino rosso è in grado di modificare e regolarizzare le proprietà della secrezione acida gastrica in modo statisticamente superiore alla birra.
I risultati ottenuti, dopo soli pochi giorni di assunzione di vino rosso, hanno dimostrato che se introdotto a dosaggi limitati insieme ad un uso alimentare appropriato può produrre effetti benefici sull’organismo. Ciò probabilmente per una produzione locale di prostaglandina PGE1 o anche per l’azione svolta dagli antiossidanti e dai polifenoli che hanno contribuito ad ottenere
l’effetto stabilizzante sulla secrezione gastrica. Verrebbe così sfatata la convinzione che, in caso di sintomi di origine gastroenterologica, il consumo di vino vada sospeso anzi sembrerebbe proprio il contrario…



A proposito di Etilometro
Un altro studio, di genetica applicata al gusto, ha dimostrato che la capacità di percepire l’odore di tappo è diverso da persona a persona. Ovvero in base ai nostri fattori genetici siamo più o meno propensi a percepire quel difetto che, ogni tanto, possiamo cogliere quando stappiamo una bottiglia. Come, strano ma vero, ognuno ha, secondo il proprio DNA, un personale quantitativo di alcool necessario per raggiungere il fatidico valore 0,5 dell’etilometro. Alcuni con un bicchiere di vino possono superarlo ed altri con tre no. Ognuno dovrebbe conoscere le proprie possibilità. Il professor Roberto Barale dell’Università di Pisa, anche lui componente dell’Associazione Vino e Salute, ha mostrato come l’assunzione di stessi quantitativi di vino abbiano effetti diversi da persona a persona. Il sesso è la principale discriminante, i maschi hanno sempre più acqua delle femmine e quindi l’alcool si diluisce di più con minori effetti, anche la razza incide pesantemente. I neri hanno minore capacità di assorbimento, ma in generale si può dire che la genetica incide fortemente sulla capacità metabolica di ognuno. Attenzione, livelli simili di valore, ad esempio il raggiungimento del famigerato 0,5, procurano effetti diversi. Nausea, rossore, sonnolenza, euforia dipendono dalla presenza nel nostro corpo di batterie di enzimi metabolici; il 40% della popolazione asiatica ha effetti sgradevoli subito dopo aver bevuto uno, due bicchieri di vino, in questo caso si tratta di una specie di protezione automatica contro l’abuso di alcool. Logicamente la condizione in cui si assume il vino è altrettanto importante. Consumare vino durante i pasti fa accrescere i tempi di metabolizzazione, l’alcool viene assimilato gradualmente e la concentrazione nel sangue risulta inferiore rispetto a quando abbiamo lo stomaco vuoto.
Durante il convegno di ottobre è stato affrontato un tema estremamente innovativo quello degli effetti benefici del vino nella dieta degli sportivi professionisti. Attraverso il contributo di Carmine Orlandi e Andrea Causarano, in qualità rispettiva di nutrizionista e responsabile medico dell’A.C. Siena, del nutrizionista della Juventus Fabrizio Angelini, del vice-direttore de
La Gazzetta dello Sport, Luca Calamai, di Girgio Galanti capo dello staff tecnico della Fiorentina, è emerso quanto sia importante l’assunzione moderata di vino da parte di chi pratica sport ad alti livelli.
Concludendo,
sottolineando l’aspetto devastante che può avere nella comunicazione del mondo enologico l’accostamento tra il vino e lo sport, per gli addetti ai lavori e per i semplici consumatori il messaggio è lo stesso: se bevo un bicchiere di vino a pasto ne traggo un beneficio, ma se esagero o peggio ne abuso divento dipendente e quindi devo evitarlo. Il buon vino si fa nella vigna e in cantina, la cultura del bere consapevole si costruisce informando, appassionando ed educando alla cultura enologica: forse è l’aspetto più difficile…


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